Assemblea Generale Assomac 2026: competitività, filiera e nuove strategie per il sistema tecnologico del Made in Italy
Lo scorso 18 giugno 2026, presso il Centro Congressi della Fondazione Cariplo di Milano, si è svolta l’Assemblea Generale di Assomac, appuntamento annuale che riunisce il comparto delle tecnologie per i settori calzaturiero, conciario e della pelletteria.
L’incontro ha riunito imprenditori, rappresentanti istituzionali e associazioni di filiera, offrendo un quadro aggiornato sullo stato di un comparto strategico per il Made in Italy manifatturiero e per i distretti produttivi, tra cui quello veneto della pelle, fortemente integrato nella catena del valore della moda e delle tecnologie.
Un comparto in contrazione ma ancora centrale a livello globale
I dati presentati dal Centro Studi di Assomac confermano la prosecuzione della fase recessiva avviata nel 2023. Infatti, il 2025 si è chiuso con un -11% rispetto al 2024, portando la produzione stimata a 512 milioni di euro.
Nonostante il calo produttivo, l’Italia mantiene un ruolo rilevante nello scenario internazionale. Nel 2025 il Paese ha rappresentato il 27% dell’interscambio mondiale del settore, confermandosi secondo esportatore globale dietro la Cina.
La proposta strategica: un tavolo permanente di filiera
Uno dei punti centrali dell’assemblea è stata la proposta di costituire un tavolo permanente di filiera tra tecnologia, materiali e prodotto finale (calzatura, pelletteria e conceria), con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento strategico e la rappresentanza unitaria del settore.
Il Presidente Mauro Bergozza ha sottolineato come la competitività del Made in Italy sia intrinsecamente legata alla tenuta della filiera: «Il Made in Italy non nasce nel momento in cui un prodotto viene venduto, ma molto prima: nei beni strumentali, nelle competenze e nella capacità manifatturiera».
Le istituzioni e il supporto al comparto
L’assemblea ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali nazionali ed europei.
In collegamento da Roma il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha richiamato, tramite il consigliere Roberto Luongo, le misure previste per il sostegno agli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati, tra cui i 10 miliardi destinati all’iper-ammortamento (attivo dal 12 giugno 2026 fino al 2028) e la nuova legge annuale per le PMI.
La rappresentanza del Ministero degli Affari Esteri ha evidenziato l’importanza di rafforzare la narrazione internazionale del Made in Italy anche in chiave tecnologica, sottolineando il ruolo abilitante delle tecnologie per calzature, pelletteria e conceria. Agenzia ICE ha invece illustrato le iniziative di internazionalizzazione previste per il 2026, con focus su India, Africa e America Latina, attraverso fiere, missioni e programmi di formazione.
Le priorità strategiche emerse
Dal confronto tra imprese e istituzioni sono emerse alcune priorità condivise:
- rafforzamento della politica industriale europea e nazionale orientata alle filiere
- istituzione di un tavolo permanente di filiera
- internazionalizzazione strutturata con il supporto degli strumenti pubblici (ICE, SACE, SIMEST, CDP)
- sostegno agli investimenti in innovazione e crescita dimensionale
- sviluppo del capitale umano e ricambio generazionale
- valorizzazione del sistema fieristico come leva strategica
Un cambiamento strutturale del contesto globale
L’assemblea ha evidenziato come le attuali difficoltà del comparto non siano riconducibili a una semplice fase congiunturale, ma a una trasformazione strutturale dei mercati globali.
Le tensioni geopolitiche, la ridefinizione delle catene del valore, l’espansione della capacità produttiva cinese nei mercati emergenti e le incertezze legate al settore del lusso stanno ridisegnando gli equilibri competitivi.
In questo scenario, è emersa la necessità di una risposta sistemica basata su integrazione di filiera, innovazione e presenza internazionale coordinata.