Da contenitori a marketplace: ecco perché le fiere restano un investimento strategico. L’intervista a Giorgio Possagno, CEO di MICAM e Direttore Generale di Assocalzaturifici – INSIDE #Lineapelle107
Nel corso dell’intervista, Giorgio Possagno, Direttore Generale di Assocalzaturifici e CEO di MICAM, offre una lettura chiara dell’evoluzione del sistema fieristico e del ruolo strategico che Milano e le associazioni di filiera ricoprono nel panorama moda-pelle.
Le fiere come marketplace evoluti
Possagno sottolinea che oggi le fiere non possono più essere considerate semplici “contenitori espositivi”. Si configurano invece come marketplace complessi, piattaforme di matching e networking che integrano relazioni personali, attività di business, incoming buyer e presenza internazionale.
MICAM, ad esempio, registra oltre il 56% di espositori internazionali e il 58% di marchi esteri, confermando la sua natura globale.
Investimento e valore per le imprese
Partecipare a una fiera rappresenta un impegno economico significativo per le aziende, tra costi di stand, logistica e trasferte. Tuttavia, secondo Possagno, gli imprenditori continuano a considerarlo un investimento strategico, capace di generare ritorni diretti e indiretti: nuovi mercati, relazioni, reseller, opportunità commerciali e innovazione.
Per questo motivo, le fiere devono offrire fattori abilitanti concreti: servizi, strumenti digitali, comunicazione, marketing e un follow-up costante durante tutto l’anno.
Milano come hub naturale della moda
Possagno spiega perché Milano sia diventata il centro nevralgico delle fiere moda: non per una scelta imposta, ma per una evoluzione naturale del sistema.
La città è oggi la piazza ideale per la moda intesa come filiera completa, non solo prodotto finito.
Pur con sfide legate a saturazione, costi e mobilità, Milano resta l’“incumbent” del mercato fieristico italiano e deve continuare a investire per restituire valore alle aziende che la scelgono.
Relazioni associative come asset strategico
Possagno evidenzia l’importanza delle relazioni tra le diverse associazioni del settore: Assocalzaturifici, Assopellettieri, UNIC e le realtà territoriali come il Distretto Veneto della Pelle.
Le definisce la “vera moneta della storia”, sottolineando come la collaborazione tra territori, categorie e dimensioni aziendali sia essenziale per valorizzare l’intera filiera.
Pur riconoscendo le differenze tra distretti italiani, Possagno osserva un sistema associativo coeso e collaborativo, capace di rappresentare efficacemente un settore complesso e in trasformazione.