«L’ultima materia prima sono i giovani»: al via la nuova edizione dell’ITS Green Leather Manager
Presentata nella sede del Distretto Veneto della Pelle la nuova edizione dell’ITS Green Leather Manager — da quest’anno anche «fashion» —, unico corso in Italia per la filiera della pelle: dal 2017 ha formato circa 150 professionisti, con occupazione pressoché totale. Al tavolo Cosmo Fashion Academy, Confindustria Vicenza e i sindaci del territorio.
Arzignano, 18 giugno 2026 — C’è un paradosso che il Distretto Veneto della Pelle conosce meglio di chiunque altro. In una filiera che ha fatto della sostenibilità un mestiere — dove nulla si butta, e ogni sottoprodotto rientra nel ciclo come materia nuova — la sola risorsa che rischia davvero di andare sprecata è quella umana. È da qui che parte l’ITS Green Leather Manager, l’unico corso in Italia interamente dedicato alla filiera della pelle, di cui è stata presentata nella sede del Distretto la nuova edizione: da quest’anno arricchita anche del profilo «fashion».
I numeri raccontano una scommessa che ha funzionato. Avviato nel 2017, il biennio post-diploma con sede ad Arzignano ha già formato circa 150 professionisti. Sono 1.080 le ore complessive, 720 delle quali di stage in azienda; il titolo è un diploma di Tecnico Superiore di V livello EQF, riconosciuto a livello internazionale; e la figura che ne esce le imprese se la contendono nei comparti della moda, della calzatura, dell’arredamento e dell’automotive, lungo l’intera catena: dalla concia alla chimica, dalla tecnologia alla depurazione, fino al riciclo dei sottoprodotti.
Dietro il corso c’è un’alleanza, non un singolo. La gestisce la Fondazione ITS Cosmo Fashion Academy, con il Distretto come partner operativo, l’Istituto Tecnico Statale «Galilei» di Arzignano, l’Associazione Italiana Chimici del Cuoio e la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli, e con il finanziamento del Ministero e della Regione del Veneto.
Nell’incontro si è parlato di obiettivi, di territorio, di futuro. «La formazione è essenziale — ha rimarcato Matteo Macilotti, direttore del Distretto —. Tutti trovano occupazione ancor prima di concludere il ciclo di studi, e il primo stipendio è in media superiore del 20% rispetto a quello di un diplomato dopo la maturità».
Per Matteo Favaro, responsabile operativo didattico della Fondazione ITS Cosmo Fashion Academy, la posta è semplice: «Il Made in Italy, se non implementato con figure professionali preparate, non ha futuro. I nostri piani didattici sono mirati alle esigenze delle imprese».
E qui il paradosso dell’inizio torna, con una data. Entro il 2027 lasceranno il comparto conciario 250 tecnici, che andranno rimpiazzati: lo ha ricordato Pierluigi Braggion, in rappresentanza dell’industria chimica. «Bisogna capire cosa è importante nel lavoro per i giovani — ha aggiunto —, trasmettere a loro, ma soprattutto ai genitori, quello che facciamo in azienda: uno scenario completamente diverso da quello di vent’anni fa». Duecentocinquanta competenze che escono dalla porta. Il punto non è solo sostituirle: è non disperderle. La stessa economia circolare che il Distretto applica alla materia, applicata al sapere.
Che lo scenario sia cambiato lo dice il programma stesso. Renato Bertoli, responsabile tecnico-scientifico del corso, ha elencato le materie: lingua inglese, sistemi informatici e intelligenza artificiale, tecnologia dei materiali, progettazione e analisi dei dati, marketing, ambiente e sostenibilità. La conceria di un tempo parlava di vasche e di pellami; questa parla anche di algoritmi.
Attorno al tavolo si è seduto il territorio per intero. I sindaci Riccardo Masiero (Arzignano), Filippo Negro (Chiampo, anche in rappresentanza della Provincia) e Dino Magnabosco (Montebello) hanno condiviso un obiettivo — «far sì che i giovani siano attratti da questa filiera» —, insieme ai sindaci Emma Baron (Montorso), Romina Bauce (Nogarole), Davide Dorantani (Castelgomberto) e Maurizio Zordan (Valdagno, anch’essa sede di un corso ITS). Per Confindustria Vicenza, il presidente della sezione Pelle e Cuoio Massimo Confente ha parlato di «piena convergenza sul tema della formazione», annunciando «piena disponibilità».
Perché una filiera può vantare gli impianti di depurazione più avanzati e i processi più puliti d’Europa; ma se tra dieci anni nessuno saprà farli funzionare, sarà stata la più raffinata delle occasioni sprecate. Il Distretto, da Arzignano, prova a chiudere anche questo cerchio: l’ultima materia prima, quella che non si ricicla, sono i giovani.