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Dati e intelligenza artificiale: la sfida digitale della filiera della pelle

Nel nuovo episodio di INSIDE #SimacTanningTech52, abbiamo incontrato Diego Dal Lago, Presidente del Settore Digitale di Apindustria Confimi Vicenza e professionista con una consolidata esperienza nello sviluppo di software gestionali per il comparto conciario, per approfondire le opportunità offerte dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale. Al centro dell’intervista, il valore dei dati aziendali, le possibili applicazioni dell’AI nei processi produttivi e la necessità di diffondere una maggiore cultura digitale all’interno della filiera.

Guarda l’intervista su YouTube.

Dalla digitalizzazione alla valorizzazione dei dati

Per le concerie, la sfida non consiste più soltanto nell’introdurre strumenti digitali, ma nel valorizzare le informazioni che questi consentono di raccogliere. Gestionali, macchinari e sistemi di produzione generano quotidianamente una quantità crescente di dati che, se organizzati e interpretati correttamente, possono diventare una risorsa strategica per migliorare l’efficienza e supportare le decisioni aziendali.

È in questo passaggio, dalla semplice raccolta delle informazioni alla loro effettiva utilizzazione, che si apre uno dei principali ambiti di sviluppo della trasformazione digitale. L’intelligenza artificiale può contribuire a integrare dati provenienti da fonti diverse, individuare relazioni e rendere disponibili informazioni utili alla gestione dell’impresa.

L’intelligenza artificiale al servizio dei processi produttivi

Le potenzialità dell’AI vanno oltre gli strumenti generativi utilizzati per le attività d’ufficio. Una delle prospettive più interessanti per il comparto conciario riguarda infatti l’integrazione di queste tecnologie nei processi produttivi.

L’analisi dei dati storici, il confronto tra cicli di lavorazione e l’individuazione di correlazioni possono offrire nuove possibilità per comprendere meglio i processi, ridurre gli errori e individuare margini di miglioramento. In questa direzione si inseriscono anche le applicazioni predittive, che possono supportare operatori e responsabili aziendali nelle valutazioni e nelle scelte operative sulla base delle informazioni disponibili e dell’esperienza maturata nel tempo.

L’obiettivo non è sostituire il patrimonio di competenze delle imprese, ma affiancarlo con strumenti capaci di renderlo più accessibile e utilizzabile nei processi decisionali.

Una trasformazione che richiede competenze

Nonostante la crescente attenzione verso l’intelligenza artificiale, il suo impiego nel settore presenta ancora ampi margini di sviluppo. Come evidenziato da Dal Lago, le applicazioni attuali riguardano soprattutto attività amministrative, comunicazione e supporto agli uffici, mentre una delle sfide principali consiste nell’estenderne l’utilizzo alla gestione della produzione e alla valorizzazione strategica dei dati aziendali.

La disponibilità di tecnologie avanzate, da sola, non è sufficiente. Per sfruttarne appieno le potenzialità occorre sviluppare competenze, comprendere le possibilità offerte dagli strumenti digitali e promuoverne un utilizzo consapevole. La trasformazione digitale diventa così anche una questione culturale, che coinvolge le persone, i modelli organizzativi e la capacità delle imprese di condividere esperienze e conoscenze.

Nasce il Tavolo Digitale della Pelle

Tra le novità presentate durante l’intervista, Diego Dal Lago ha annunciato la nascita del Tavolo Digitale della Pelle, un progetto sviluppato insieme alle principali realtà associative del settore con l’obiettivo di promuovere la cultura digitale all’interno della filiera.

L’iniziativa punta a favorire la diffusione delle conoscenze attraverso eventi, momenti di confronto e attività di divulgazione rivolti alle imprese, creando occasioni per approfondire le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e confrontarsi sulle esigenze del comparto.

Il progetto parte da un presupposto: la trasformazione digitale non può essere affidata esclusivamente ai singoli fornitori di tecnologia o alle iniziative delle singole aziende. Richiede invece un percorso condiviso, capace di mettere in circolazione competenze ed esperienze e di accompagnare le imprese nell’individuazione delle soluzioni più adatte alle proprie necessità.

Dati e competenze per la competitività della filiera

Il distretto conciario di Arzignano può già contare su competenze e soluzioni tecnologiche sviluppate nel tempo. La sfida, oggi, è compiere un ulteriore passo avanti: trasformare i dati raccolti in informazioni interpretabili e, attraverso queste, in strumenti concreti a supporto delle decisioni.

In questo percorso, intelligenza artificiale e cultura digitale rappresentano due dimensioni complementari. La prima mette a disposizione nuove possibilità di analisi e gestione delle informazioni; la seconda permette alle imprese di comprenderle e integrarle efficacemente nei propri processi.

È dalla capacità di coniugare tecnologia, competenze ed esperienza che può passare una parte importante dell’evoluzione digitale della filiera conciaria.

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